Terapia di coppia - Silvia Balconi Psicologa
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Terapia di Coppia

“E siate uniti ma non troppo vicini. Le colonne del tempio si ergono distanti, e la quercia e il cipresso non crescono l’una all’ombra dell’altro”.

Kahlil Gibran

Come suggeriscono queste parole, una coppia è una cosa semplice ma estremamente complessa. È fatta da due elementi che, unendosi, ne formano un terzo (la coppia appunto) che li comprende ma non li esaurisce poiché entrambi devono poter conservare, dentro a questo nuovo sistema, le loro individualità (il cipresso e la quercia sono molto diversi…).

Allo stesso tempo la coppia è più della somma delle caratteristiche dei due esseri che la compongono, è un’entità a sé stante che vive di vita propria e, proprio come un individuo, passa attraverso diverse fasi evolutive, diverse ma simili per la gran parte delle persone.
Nelle prime fasi, quando la coppia muove i suoi primi passi, essa può essere vissuta in modo estremamente appagante e totalizzante. Quando ci innamoriamo di una persona tendiamo a percepirla come colei/colui che potrà essere in grado di comprenderci, di curare le nostre ferite e colmare i nostri vuoti. Attraverso l’intimità e la vicinanza, creata dall’innamoramento, noi proiettiamo i nostri più profondi bisogni sull’altro e nel contempo ci poniamo come chi è in grado di cogliere e soddisfare quelli dell’altro/a. All’interno di questa relazione altamente coinvolgente noi ci poniamo come il centro del mondo dell’altro/a, vedendo in lui/lei la nostra “terra promessa”.
Ma questa “terra” tanto desiderata non sempre manterrà le sue promesse, e stare al centro del mondo dell’altro non è sempre così possibile e auspicabile.

Nel corso del suo ciclo vitale infatti la coppia si trasforma: quelli che erano stati gli elementi e i vincoli del primo patto di coppia, all’epoca dell’innamoramento, si riveleranno superati e talvolta insopportabili. In questo senso la parola “crisi” e la parola “coppia” appaiono legate a filo doppio. Quello della crisi è infatti un passaggio inevitabile e anche necessario per l’evoluzione della coppia che, per continuare ad esistere e resistere, dovrà andare oltre l’idealizzazione (di sé stessi e dell’altro/o) e l’illusione (illusione di incarnare nell’altro/a il proprio partner ideale) per rinegoziare un nuovo patto, basato su nuove regole e nuovi presupposti.

 

Terapia di coppia: Quando la coppia va in crisi?
Al di là di quelle che possono essere le crisi evolutive comuni a tutti, la vita di tutte le coppie può passare attraverso criticità e momenti difficili che possono essere legati ai fattori più vari.

  • Crisi legate a transizioni evolutive importanti: il passaggio dall’essere coppia all’essere genitore, la sindrome del “nido vuoto” dopo l’uscita di casa dei figli, l’avvento della terza età ecc.
  • Crisi legate a fattori “esterni” alla coppia: difficili rapporti con le rispettive famiglie d’origine, relazioni extraconiugali ecc.; oppure ad eventi imprevisti “paranormativi”: malattia di uno dei coniugi, problemi di sub fertilità e difficoltà a procreare, crisi di ruolo dovute alla perdita di lavoro di uno dei partner ecc.

Queste situazioni critiche possono portare nella coppia tensione e alto tasso di conflittualità o viceversa distanza emotiva, sensazione di “stallo”, difficoltà comunicative, problemi nella sfera sessuale e nell’espressione dell’affettività.

 

Terapia di coppia: Quando è utile ricorrere ad una terapia?
Certamente non subito dopo la prima litigata.
Una coppia può e, in un certo qual modo, deve passare attraverso momenti di crisi poiché è attraverso di essi che può crescere, trovare nuove strategie e modalità per adattarsi alle differenti fasi del ciclo di vita. Anche laddove le criticità siano pesanti è bene comunque che la coppia tenti, prima di ogni altra cosa, di risolvere i problemi da sola.

Esistono però situazioni particolari in cui il grado di conflittualità nella coppia raggiunge livelli tali da rendere difficoltoso o addirittura impossibile un reale confronto, in quanto già solo alle prime parole della discussione si innescano in entrambi i partner “copioni comunicativi” stereotipati che fanno sì che non si ascolti più realmente l’altro/a, in quanto gli/le si attribuiscono opinioni, intenzioni, colpe precedenti rispetto alla discussione in atto e si reagisce ad esse piuttosto che ai reali contenuti del contrasto.

In queste situazioni, che spesso affronto in terapia di coppia, è come se ogni discussione, anche su questioni banali, assumesse il significato di una “resa dei conti” generale. Apparentemente si discute del fatto che ci si è dimenticati di comprare il latte o si è arrivati in ritardo ad un appuntamento; in realtà, ad un altro livello, si sta discutendo della propria relazione, dei ruoli, delle regole e dei rapporti di potere all’interno di essa.
Si sta parlando di noi, dei nostri sentimenti, delle aspettative riposte dentro a questo rapporto, che forse sono state deluse. Però purtroppo questo livello comunicativo più profondo ed emotivo rimane difficilmente esplicitabile: ognuno preferisce rimanere nella trincea della “sue ragioni”, dimostrando il torto dell’altro.

In queste situazioni la relazione rischia di diventare un “braccio di ferro”, una snervante “guerra di posizione” in cui ognuno vuole avere ragione senza arretrare di un passo e le discussioni rimangono arenate nei mille labirinti e corto circuiti della quotidianità. In altre situazioni invece il disagio non si esprime sotto forma di conflitto, in quanto nella coppia c’è un forte squilibrio nelle posizioni dei due partner oppure perché si è creato, per qualche ragione, un muro di incomunicabilità e apparente indifferenza che rende difficile comunicare e persino litigare.
Di fronte a queste situazioni in terapia di coppia diventa importante mettere in luce queste dinamiche e indagare le ragioni che hanno condotto verso questa situazione di dis-investimento emotivo e distanza.

 

Come funziona una terapia di coppia?
Propongo un percorso di psicoterapia breve (10 max 15 sedute, in genere a cadenza quindicinale) che presuppone la disponibilità a mettersi in gioco di entrambi i partner, nonché il permanere, malgrado tutte le criticità, di un investimento sulla coppia. Durante il percorso, chiedo a ciascun partner di esprimere dal suo punto di vista quelle che sono le problematiche della coppia e le aspettative nei confronti del percorso.
Invito la coppia di ripercorrere la propria storia nelle sue tappe fondamentali, cercando insieme nuove chiavi di lettura, favorendo il confronto intorno ai problemi e l’esplicitazione di bisogni e sentimenti. Talvolta, durante la terapia, do alla coppia dei compiti specifici da eseguire nei quindici giorni tra una seduta e l’altra.

“Due non è il doppio ma il contrario di uno, della sua solitudine. Due è alleanza, filo doppio che non si è spezzato”.

Erri De Luca

Problemi di Coppia

Marco e Carla. I problemi della coppia: lei distante e lui assente.
Carla vive in modo ossessivo le pulizie di casa, ed è spesso irritata e distante; Marco è spesso assente per lavoro e totalmente inaffidabile in ogni aspetto pratico della vita comune.

In un caso di problemi di coppia seguito anni fa, Marco rimproverava a Carla di vivere in modo ossessivo le pulizie di casa, dedicando a queste un tempo eccessivo, che veniva così tolto alla coppia, e di essere spesso irritata e distante nei suoi confronti; mentre Carla accusava Marco di essere troppo spesso assente per lavoro e totalmente inaffidabile in ogni aspetto pratico della vita comune, costringendola così ad occuparsi personalmente di ogni cosa.

La situazione di tensione tra i due si era acuita dopo la nascita dei due bambini e le discussioni, spesso su questioni molto banali legate al ménage familiare, erano una sequenza di recriminazioni reciproche in cui ognuno cercava di rimpallare all’altro colpe e mancanze varie.

Lei: «Io sono aggressiva perché tu non ci sei mai e io non ce la faccio più».
Lui: «Io a casa ci sono poco perché tu non fai altro che pulire oppure aggredirmi».

Nelle situazioni molto conflittuali diventa determinante il contributo di un terzo elemento, equidistante rispetto a ciascun membro della coppia, un professionista che permetta un “cessate il fuoco”, che aiuti ognuno ad uscire dalla propria trincea e a guardare le cose da un punto di vista diverso dal proprio.

Compito del terapeuta di coppia in queste situazioni è quello di leggere quei vissuti e quelle dinamiche che sono la vera “posta in gioco” del conflitto che si nasconde sotto la superficie delle discussioni quotidiane, aiutando i due partner a prenderne coscienza e a discuterne insieme.

Spesso per compiere questo lavoro si richiede alla coppia di rivivere la sua storia nei suoi momenti più significativi e, come riavvolgendo il nastro di un film, si risale fino alle “scene iniziali”, la cosiddetta età dell’oro della coppia: quando i due si sono conosciuti, quando hanno scoperto di provare interesse l’uno per l’altra, i primi baci, gli aneddoti della prima ora…

Tutto questo allo scopo di conoscere la coppia e – perché no – riportarla, anche se solo per una parentesi, ad un clima affettivo meno teso e più aperto al dialogo, ma tutto questo soprattutto allo scopo di mettere in luce le ragioni stesse dell’esistere di quella coppia, cioè a dire quello che abbiamo definito il loro patto iniziale.

Perché due persone si innamorano?
Perché arrivano a decidere di stare insieme o addirittura si scelgono per il resto della loro vita?
E perché talvolta quelle stesse cose che inizialmente hanno unito due individui, successivamente finiscono per dividerli?

Durante la terapia per problemi di coppia, aiuto i partner a capire come spesso il patto iniziale della coppia sia fatto di progetti, idee e propositi apertamente condivisi (“Ci sposeremo, avremo dei figli, andremo a vivere vicino ai miei…“), ma anche di una serie complessa di bisogni, desideri, aspettative inconsce, mai esplicitati ma altrettanto influenti sulla coppia stessa, la cosiddetta agenda segreta.
Tali contenuti inconsci spesso affondano le loro radici nella storia delle famiglie di origine di ciascun partner.

Carla che proveniva da una famiglia molto unita, in cui i genitori facevano tutto insieme e la figura paterna era molto presente, avrebbe desiderato una maggiore presenza e condivisione da parte di Marco.
Marco che invece proveniva da una famiglia con caratteristiche opposte, era spesso assente a causa di viaggi di lavoro, e viveva come incomprensibili e frustranti le recriminazioni di Carla in merito alla sua scarsa presenza in casa.

Era evidente in questo caso specifico come le due agende segrete dei due coniugi non potessero che confliggere, causando problemi di coppia, disillusione e tensione, almeno fin tanto che la dimensione più profonda di bisogni e aspettative inconsce della coppia non fosse portata a galla e ri-patteggiata attraverso il lavoro terapeutico.

Nell’ambito di questo percorso come terapeuta di coppia a Torino ho utilizzato vari strumenti, anche su base psicodrammatica, come ad esempio il cosiddetto “scambio di teste”.
Attraverso lo “scambio delle teste” ognuno dei due partner è stato costretto a decentrarsi dalla propria posizione per “vestire i panni dell’altro/a” e a pensare, almeno per pochi minuti, come pensa lui/lei, guardare dal suo punto di vista.
Solo a partire da questo decentramento infatti si può riuscire a vedere le ragioni che stanno alla base dei comportamenti dell’altro e finalmente vedere riconosciute le proprie.

Attraverso questo nuovo atteggiamento mentale, Marco ha potuto leggere, al di là del comportamento ossessivo e recriminante di Carla, il suo disperato bisogno di sostegno e vicinanza, di conseguenza ha cercato di essere più presente e meno delegante all’interno della coppia.
Carla, dal canto suo, è riuscita ad accettare maggiormente il bisogno di Marco di vivere anche fuori dalla coppia, senza per questo sentirsi abbandonata o tradita, scoprendo come il creare un clima più accogliente e positivo in casa preveniva il più delle volte le sue “fughe”.

Crisi di Coppia

Claudia e Diego. Crisi di coppia: tradimento e perdita di fiducia.
La loro storia d’amore si era incrinata molti anni prima a causa di un tradimento occasionale di lui. Lei ha perso ogni fiducia nella loro relazione, ma era rimasta con lui solo per amore del figlio.

Quella tra Claudia e Diego era stata una storia d’amore molto intensa che però, molti anni prima, si era incrinata a causa di un tradimento occasionale di lui, che aveva ferito profondamente Claudia facendole perdere ogni fiducia nella loro relazione.

Claudia era rimasta per amore del figlio all’interno della coppia ed era a tutti gli effetti una madre perfetta e una compagna inappuntabile ma, negli anni, aveva messo tra lei e Diego una distanza sempre più grande, fino a rifiutare risolutamente ogni suo tentativo di avvicinamento di tipo affettivo o sessuale.

Il problema di questa coppia non era tanto la conflittualità, quanto invece un progressiva distanza emotiva, conseguenza di una dimensione comunicativa bloccata, all’insegna del “non-detto”, così si convinsero a intraprendere una terapia per affrontare le conseguenze del tradimento.

Claudia aveva reagito al trauma del tradimento “perdonando” apparentemente Diego, ma in realtà “congelando” i propri sentimenti nei suoi confronti.
Si era costretta a rimanergli accanto per il bene della famiglia e, da ogni altro punto di vista, si dimostrava una madre e una moglie perfetta, sempre sollecita e attenta a tutti i suoi bisogni materiali (cucina, pulizie di casa, cura del figlio ecc.) però in realtà finiva inconsciamente per “punirlo”, dandogli “tutto fuorché ciò di cui lui aveva veramente bisogno…”.

Diego a parole si dichiarava sofferente per i continui rifiuti della moglie e rivendicava il suo diritto ad avere accanto una vera compagna, ma contestualmente continuava a mostrarsi inaffidabile e non degno di fiducia ai suoi occhi, seguitando ad incappare in tradimenti e relazioni extra-coniugali, che giustificava proprio in ragione dei rifiuti della moglie.

Spesso emergono in terapia tradimenti e relazioni extraconiugali e, come terapeuta di coppia, lavoro per sbloccare la situazione emotiva e “far emergere il sommerso”, in modo tale che i legittimi sentimenti di rabbia e frustrazione del partner tradito possano trovare uno spazio di elaborazione, uno sbocco diverso da quella “guerra fredda” fatta di silenzi, rifiuti e dis-conferme, che è la situazione-tipo di una coppia in stallo.

A questo scopo si può ricorrere anche agli strumenti dello Psicodramma, quali ad esempio le sculture, in cui a ciascuno dei due partner è richiesto di rappresentare le caratteristiche peculiari della coppia, così come anche di confrontare il passato con il presente (o la proiezione futura) della coppia stessa, usando il proprio corpo e quello dell’altro/altra come fossero, appunto, materia forgiata da uno scultore. Ciascun partner infatti dispone l’altro/a nello spazio, gli conferisce un atteggiamento e una gestualità e poi dispone anche sé stesso, con il risultato di fare una sorta di fotografia istantanea ed inequivocabile della relazione.

In questo caso, Diego rappresentò Claudia molto distante da lui e separata da un ingombrante tavolo che impediva il contatto tra loro.
Claudia rappresentò Diego relativamente vicino ma con lo sguardo rivolto lontano.

Utilizzo molto lo strumento delle sculture nelle situazioni di coppia caratterizzate da blocchi comunicativi e distanza emozionale, perché la “messa in scena” di sé stessi e della propria relazione attraverso il proprio corpo ha l’effetto di metterci in contatto in modo molto intenso con le nostre emozioni e quelle dell’altro, permettendo di “scavalcare” meccanismi di difesa e resistenze di cui spesso il linguaggio verbale rimane lungamente ostaggio.

Ovviamente in presenza di tradimenti e relazioni extraconiugali, la terapia non si risolve nello sblocco comunicativo e nella presa di consapevolezza dei propri sentimenti e di quelli dell’altro, si tratta anche di lavorare per ricostruire insieme la relazione di fiducia, la cui compromissione ha portato alla creazione di quella distanza.
Si devono creare le condizioni affinché la coppia possa sentirsi di riaffrontare il “rischio” della vicinanza, del re-incontro, attingendo da ciò che in passato li ha uniti, accomunati.

Spesso chiedo alle coppie, anche sposate da molto tempo, di “tornare sul luogo del delitto”, cioè tornare nei luoghi simbolo dell’inizio della loro relazione, in una sorta di “pellegrinaggio del cuore”, non certo finalizzato all’improbabile eventualità di azzerare il passato e replicare fedelmente quelle esperienze ormai lontane, ma piuttosto con l’idea di ritrovare e disseppellire quello che una mia paziente anni fa definì il “nocciolo”, cioè quell’elemento centrale e unico di una coppia, che solo può dare il senso di tante fatiche e tante ferite, permettendo ad una coppia di rigenerarsi.

Problemi di Coppia

Marco e Carla. I problemi della coppia: lei distante e lui assente.
Carla vive in modo ossessivo le pulizie di casa, ed è spesso irritata e distante; Marco è spesso assente per lavoro e totalmente inaffidabile in ogni aspetto pratico della vita comune.

In un caso di problemi di coppia seguito anni fa, Marco rimproverava a Carla di vivere in modo ossessivo le pulizie di casa, dedicando a queste un tempo eccessivo, che veniva così tolto alla coppia, e di essere spesso irritata e distante nei suoi confronti; mentre Carla accusava Marco di essere troppo spesso assente per lavoro e totalmente inaffidabile in ogni aspetto pratico della vita comune, costringendola così ad occuparsi personalmente di ogni cosa.

La situazione di tensione tra i due si era acuita dopo la nascita dei due bambini e le discussioni, spesso su questioni molto banali legate al ménage familiare, erano una sequenza di recriminazioni reciproche in cui ognuno cercava di rimpallare all’altro colpe e mancanze varie.

Lei: «Io sono aggressiva perché tu non ci sei mai e io non ce la faccio più».
Lui: «Io a casa ci sono poco perché tu non fai altro che pulire oppure aggredirmi».

Nelle situazioni molto conflittuali diventa determinante il contributo di un terzo elemento, equidistante rispetto a ciascun membro della coppia, un professionista che permetta un “cessate il fuoco”, che aiuti ognuno ad uscire dalla propria trincea e a guardare le cose da un punto di vista diverso dal proprio.

Compito del terapeuta di coppia in queste situazioni è quello di leggere quei vissuti e quelle dinamiche che sono la vera “posta in gioco” del conflitto che si nasconde sotto la superficie delle discussioni quotidiane, aiutando i due partner a prenderne coscienza e a discuterne insieme.

Spesso per compiere questo lavoro si richiede alla coppia di rivivere la sua storia nei suoi momenti più significativi e, come riavvolgendo il nastro di un film, si risale fino alle “scene iniziali”, la cosiddetta età dell’oro della coppia: quando i due si sono conosciuti, quando hanno scoperto di provare interesse l’uno per l’altra, i primi baci, gli aneddoti della prima ora…

Tutto questo allo scopo di conoscere la coppia e – perché no – riportarla, anche se solo per una parentesi, ad un clima affettivo meno teso e più aperto al dialogo, ma tutto questo soprattutto allo scopo di mettere in luce le ragioni stesse dell’esistere di quella coppia, cioè a dire quello che abbiamo definito il loro patto iniziale.

Perché due persone si innamorano?
Perché arrivano a decidere di stare insieme o addirittura si scelgono per il resto della loro vita?
E perché talvolta quelle stesse cose che inizialmente hanno unito due individui, successivamente finiscono per dividerli?

Durante la terapia per problemi di coppia, aiuto i partner a capire come spesso il patto iniziale della coppia sia fatto di progetti, idee e propositi apertamente condivisi (“Ci sposeremo, avremo dei figli, andremo a vivere vicino ai miei…“), ma anche di una serie complessa di bisogni, desideri, aspettative inconsce, mai esplicitati ma altrettanto influenti sulla coppia stessa, la cosiddetta agenda segreta.
Tali contenuti inconsci spesso affondano le loro radici nella storia delle famiglie di origine di ciascun partner.

Carla che proveniva da una famiglia molto unita, in cui i genitori facevano tutto insieme e la figura paterna era molto presente, avrebbe desiderato una maggiore presenza e condivisione da parte di Marco.
Marco che invece proveniva da una famiglia con caratteristiche opposte, era spesso assente a causa di viaggi di lavoro, e viveva come incomprensibili e frustranti le recriminazioni di Carla in merito alla sua scarsa presenza in casa.

Era evidente in questo caso specifico come le due agende segrete dei due coniugi non potessero che confliggere, causando problemi di coppia, disillusione e tensione, almeno fin tanto che la dimensione più profonda di bisogni e aspettative inconsce della coppia non fosse portata a galla e ri-patteggiata attraverso il lavoro terapeutico.

Nell’ambito di questo percorso come terapeuta di coppia a Torino ho utilizzato vari strumenti, anche su base psicodrammatica, come ad esempio il cosiddetto “scambio di teste”.
Attraverso lo “scambio delle teste” ognuno dei due partner è stato costretto a decentrarsi dalla propria posizione per “vestire i panni dell’altro/a” e a pensare, almeno per pochi minuti, come pensa lui/lei, guardare dal suo punto di vista.
Solo a partire da questo decentramento infatti si può riuscire a vedere le ragioni che stanno alla base dei comportamenti dell’altro e finalmente vedere riconosciute le proprie.

Attraverso questo nuovo atteggiamento mentale, Marco ha potuto leggere, al di là del comportamento ossessivo e recriminante di Carla, il suo disperato bisogno di sostegno e vicinanza, di conseguenza ha cercato di essere più presente e meno delegante all’interno della coppia.
Carla, dal canto suo, è riuscita ad accettare maggiormente il bisogno di Marco di vivere anche fuori dalla coppia, senza per questo sentirsi abbandonata o tradita, scoprendo come il creare un clima più accogliente e positivo in casa preveniva il più delle volte le sue “fughe”.

Crisi di Coppia

Claudia e Diego. Crisi di coppia: tradimento e perdita di fiducia.
La loro storia d’amore si era incrinata molti anni prima a causa di un tradimento occasionale di lui. Lei ha perso ogni fiducia nella loro relazione, ma era rimasta con lui solo per amore del figlio.

Quella tra Claudia e Diego era stata una storia d’amore molto intensa che però, molti anni prima, si era incrinata a causa di un tradimento occasionale di lui, che aveva ferito profondamente Claudia facendole perdere ogni fiducia nella loro relazione.

Claudia era rimasta per amore del figlio all’interno della coppia ed era a tutti gli effetti una madre perfetta e una compagna inappuntabile ma, negli anni, aveva messo tra lei e Diego una distanza sempre più grande, fino a rifiutare risolutamente ogni suo tentativo di avvicinamento di tipo affettivo o sessuale.

Il problema di questa coppia non era tanto la conflittualità, quanto invece un progressiva distanza emotiva, conseguenza di una dimensione comunicativa bloccata, all’insegna del “non-detto”, così si convinsero a intraprendere una terapia per affrontare le conseguenze del tradimento.

Claudia aveva reagito al trauma del tradimento “perdonando” apparentemente Diego, ma in realtà “congelando” i propri sentimenti nei suoi confronti.
Si era costretta a rimanergli accanto per il bene della famiglia e, da ogni altro punto di vista, si dimostrava una madre e una moglie perfetta, sempre sollecita e attenta a tutti i suoi bisogni materiali (cucina, pulizie di casa, cura del figlio ecc.) però in realtà finiva inconsciamente per “punirlo”, dandogli “tutto fuorché ciò di cui lui aveva veramente bisogno…”.

Diego a parole si dichiarava sofferente per i continui rifiuti della moglie e rivendicava il suo diritto ad avere accanto una vera compagna, ma contestualmente continuava a mostrarsi inaffidabile e non degno di fiducia ai suoi occhi, seguitando ad incappare in tradimenti e relazioni extra-coniugali, che giustificava proprio in ragione dei rifiuti della moglie.

Spesso emergono in terapia tradimenti e relazioni extraconiugali e, come terapeuta di coppia, lavoro per sbloccare la situazione emotiva e “far emergere il sommerso”, in modo tale che i legittimi sentimenti di rabbia e frustrazione del partner tradito possano trovare uno spazio di elaborazione, uno sbocco diverso da quella “guerra fredda” fatta di silenzi, rifiuti e dis-conferme, che è la situazione-tipo di una coppia in stallo.

A questo scopo si può ricorrere anche agli strumenti dello Psicodramma, quali ad esempio le sculture, in cui a ciascuno dei due partner è richiesto di rappresentare le caratteristiche peculiari della coppia, così come anche di confrontare il passato con il presente (o la proiezione futura) della coppia stessa, usando il proprio corpo e quello dell’altro/altra come fossero, appunto, materia forgiata da uno scultore. Ciascun partner infatti dispone l’altro/a nello spazio, gli conferisce un atteggiamento e una gestualità e poi dispone anche sé stesso, con il risultato di fare una sorta di fotografia istantanea ed inequivocabile della relazione.

In questo caso, Diego rappresentò Claudia molto distante da lui e separata da un ingombrante tavolo che impediva il contatto tra loro.
Claudia rappresentò Diego relativamente vicino ma con lo sguardo rivolto lontano.

Utilizzo molto lo strumento delle sculture nelle situazioni di coppia caratterizzate da blocchi comunicativi e distanza emozionale, perché la “messa in scena” di sé stessi e della propria relazione attraverso il proprio corpo ha l’effetto di metterci in contatto in modo molto intenso con le nostre emozioni e quelle dell’altro, permettendo di “scavalcare” meccanismi di difesa e resistenze di cui spesso il linguaggio verbale rimane lungamente ostaggio.

Ovviamente in presenza di tradimenti e relazioni extraconiugali, la terapia non si risolve nello sblocco comunicativo e nella presa di consapevolezza dei propri sentimenti e di quelli dell’altro, si tratta anche di lavorare per ricostruire insieme la relazione di fiducia, la cui compromissione ha portato alla creazione di quella distanza.
Si devono creare le condizioni affinché la coppia possa sentirsi di riaffrontare il “rischio” della vicinanza, del re-incontro, attingendo da ciò che in passato li ha uniti, accomunati.

Spesso chiedo alle coppie, anche sposate da molto tempo, di “tornare sul luogo del delitto”, cioè tornare nei luoghi simbolo dell’inizio della loro relazione, in una sorta di “pellegrinaggio del cuore”, non certo finalizzato all’improbabile eventualità di azzerare il passato e replicare fedelmente quelle esperienze ormai lontane, ma piuttosto con l’idea di ritrovare e disseppellire quello che una mia paziente anni fa definì il “nocciolo”, cioè quell’elemento centrale e unico di una coppia, che solo può dare il senso di tante fatiche e tante ferite, permettendo ad una coppia di rigenerarsi.